Ci sono momenti, nell'arco di una vita, in cui
qualcosa ci chiama a raccogliere ciò che abbiamo seminato o a dare forma nuova
alle esperienze o a cercare ancora. Con coraggio. Con leggiadria.
E se è vero. come scrive Pavese, che "il mestiere
di vivere "è anche il "mestiere di comprendere", allora questo è
ciò che facciamo insieme giorno dopo giorno. Con ogni libro aperto, con ogni
opera creata o analizzata, con ogni parola pronunciata, con ogni pensiero che
accetta di mettersi in discussione.
La nostra Università non è solo luogo di studio. È uno
spazio dell'anima. Qui ci si incontra, ci si ritrova, ci si ascolta, ci si
sorprende. Come scriveva Yourcenar, "ogni istante può rivelarci a noi
stessi". E quanti istanti, nel silenzio di un'aula o nell'intensità di un
confronto ci rivelano storie inconsuete o mai immaginate...
Intanto Novara ci osserva, discreta, nelle sue pietre
antiche, nella Cupola che sfida il cielo, nei luoghi dove il sapere riposa e si
rinnova.
Il Ticino scorre poco distante, fiume che non ha
fretta ma sa dove andare. E come lui noi: consapevoli, costanti, sempre in
ricerca.
E poi ci sono le parole. Le parole che Natalia
Ginzburg diceva capaci di creare legami, nella bellezza del pensiero che
illumina e della conoscenza condivisa. Le nostre parole - dette, scritte, sussurrate,
custodite - sono il tessuto della comunità che abbiamo costruito. Parole che ci
uniscono e ci danno voce.
L'augurio che rivolgo a me e a tutti voi è quello di
continuare a percorre i sentieri della conoscenza. Con passione per creare
sempre nuove competenze.
Grazie.
Buon anno accademico
La Presidente
Paola Turchelli